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“The Red Bank. James Joyce: i suoi quaderni greci”: Proiezione del film di Vouvoùla Skoura a Trieste

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La Fondazione Ellenica di Cultura – Italia e la Comunità Greco-Orientale di Trieste presentano al pubblico di Trieste il film  di Vouvoùla Skoura “The red bank. James Joyce: i suoi quaderni greci”. La proiezione avrà luogo sabato 18 giugno 2016 alle ore 11:00 presso il Museo Palazzo Gopcevich (Sala Bobi Bazlen) in via Rossini 4.

La proiezione in presenza della regista avviene nell’ambito delle manifestazioni del Festival Bloomsday 2016, giorno in cui, in molte città del mondo, viene celebrato il vagabondaggio narrativo per le strade della capitale iralndese di Leopold Bloom, protagonista dell’ Ulisse, il 16 giugno 1904.

«I greci mi hanno sempre portato fortuna» scriveva James Joyce a Harriet Shaw Weaver. Girato in parte a Trieste, ispirato all’episodio omerico/joyciano dei Lestrigoni, i giganti antropofagi, il viaggio di Vouvoula Skoura intreccia le parole di Joyce e quelle della poetessa Mandò Aravantinù, le immagini di Trieste con quelle di Londra, New York e Atene, le sonorità del greco e quelle dell’inglese, il presente e il mito.

Il documentario prende l’avvio a Trieste. Bloomsday, 16 giugno 2013. La danza al rallentatore è inframmezzata da un testo. Decostruendo un corpo, lo si trasforma in memoria: del corpo, della vita, dei testi. I riferimenti a Joyce e a Mandò Aravandinù, in combinazione col taglio diagonale dell’ immagine, annullano il realismo del paesaggio, ivi compreso lo spazio / meditazione della Voce narrante. A coronamento, la lettera di Joyce “Una richiesta di prestito in Lingua Greca” funge da puntuale denuncia.

La complessa descrizione dell’ 8° capitolo dell’ “Ulisse”, I “Lestrìgoni”, a opera del Professor Vanghelis Intzidis, ci guida in questo viaggio nei suoi “Quaderni di Greco” – e ancor più ci attrae – in percorsi nelle città, come Trieste, Londra, New York e Atene, e in lingue,come il Greco e l’Inglese.

La narrazione cinematografica a spezzoni è una scelta, e costituisce, credo, anche L’elemento basilare nella realizzazione del film. L’attrazione che esercitano i Greci sull’Irlandese non si ferma solo alla loro antica eredità e al loro fascino, che del resto è globale. Al di là del mito arcaico di “Ulisse”, la questione sta anche nella lingua: il greco. Lo scrittore è condotto a questa specie di identificazione di Mito e Lingua, in un modo che, anche se appare inatteso, è assolutamente coerente e funzionale. Joyce impara il greco, lo scrive  e lo parla. A ragione Mandò Aravandinù sostiene che il greco è “la lingua del soggetto  del suo scritto’’ (Ulisse).
Questo documentario vuole mettere in luce questo aspetto sconosciuto del più grande autore del XX secolo.
(Vaggelis Intzidis, sceneggiatore del film)

“The red bank. James Joyce: i suoi quaderni greci”
Sceneggiatura: Vaggelis Intzidis
Regia: Vouvoùla Skoura
Produzione: Centro Cinematografico Ellenico (2013, 29 minuti)

I sottotitoli italiani sono stati curati da Lucia Marcheselli Loukas, professoressa di Lingua Neogreca e di Letteratura Neogreca presso l’Università di Trieste.

Vouvoùla Skoura è nata a Salonicco in Grecia. Ha studiato Arti Grafiche presso l’Istituto Tecnologico di Atene. I suoi film e video sono stati presentati in più di 50 festival ed Università. I suoi film ‘’Migrazione Interna’’ (1984) e ‘’Skoria Fotos (1989) sono stati distinti con menzione speciale della Giuria del Festival di Drama. Il video ‘’Luna Nera’’ ha vinto il primo premio del concorso ‘’Video Art’’ (1998 ad Atene) ed il film ‘’ETEL ADNAN, parole in esilio’’ (2008) ha vinto il Premio del Centro Cinematografico Ellenico al Festival dei documentari di Salonicco. E’ stata premiata dall’Associazione dei Disegnatori Grafici con il Premio del Contributo a Vita (2009).

Il Festival Bloomsday 2016 di Trieste, città in cui Joyce visse dal 1904 al 1920 e che chiamò “la mia seconda patria”, viene organizzato dal Comune della città, dall’Università di Trieste e dal Museo James Joyce in collaborazione con altri enti. Ha luogo dal 16 al 19 giugno e prevede una grande varietà di manifestazioni letture, proiezioni cinematografiche, rappresentazioni teatrali, concerti, mostre in tutta la città, cucina irlandese. Inoltre bisogna ricordare il Bloomsday Village cioè la trasformazione della piazza Barbacan, piazza che si trova nel cuore del centro storico della città e che tanto fu amata da Joyce, in una Dublino della sua epoca in miniatura. Il Bloomsday Village ospiterà molte delle manifestazioni del Festival.